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Le 30tendenze moda PE 2017

30 tendenza moda e accessori per la primavera estate 2017 direttamente dalle sfilate di New York, Londra, Milano e Parigi.
Una piccola guida sugli abiti, le scarpe, le borse, i colori, i gioielli e che bisogna assolutamente avere nell’armadio.

1 Giallo: Si indossa dalla testa ai piedi, addirittura in coordinato con gli accessori. Il giallo è consigliato a more o a donne dalla carnagione olivastra. Sulla passerella di Emilio Pucci, Ports 1961 e Jil Sander.

2 Plissè: Ritorna in passerella l’amore per il tessuto a pighe, declinato soprattutto su abiti sotto al ginocchio. Sulla passerella di Loewe, Marni e Paul Smith.

3 Il nuovo trench: Il classico soprabito della primavera sperimenta forme e linee inedite. Il trench è destrutturato, con applicazioni e dettagli preziosi. Sulla passerella di Burberry, Prada e Bottega Veneta.

4 Denim: Camicia, pantaloni e giubbotti di jeans sfilano in versione delavè e con strappi. Sulla passerella di Alexander Wang, Dsquared2 e Gucci.

5 Maxi spalle: Le giacche riscoprono le forme anni ’80 con dimensioni over e “spallone” in primo piano. Sulla passerella di Balenciaga, Céline e Jil Sander.

6 L’abito a righe: Abiti in maglia avvolgenti resi ancora più sinuosi dalle righe multicolor. Sulla passerella di Ports 1961, Marco De Vincenzo e Proenza Schouler.

7 Stivali estivi: Nella bella stagione non sono sandali e infradito ma anche stivali in tessuti leggeri e colori vitaminici. Sulla passerella di Fendi, JW Anderson e Louis Vuitton.

8 Bianco candido: E’ la tinta evergreen della bella stagione. Si declina in tonalità che vanno dal panna al ghiaccio, dal burro all’ottico. Sulla passerella di Bottega Veneta, Chloé e Dior.

9 Tailleur check: Dimenticate il classico completo maschile giacca – pantalone. Il tailleur sperimenta nuove forme e non passa inosservato grazie alla versione a quadri. Sulla passerella di Céline e Alexander McQueen.

10 Vita alta: I pantaloni segnano il punto vita, altissimo, anche grazie all’uso di cinture in colori a contrasto. Sulla passerella di Tibi, Aquilano Rimondi e Alexander Wang.

11 Catene in plexi: Collane e borse si caratterizzano per le catene dalle maglie maxi ma non più in metallo ma in plexi. Sulla passerella di Burberry e Givenchy by Riccardo Tisci.

12 Giacche divisa: Ispirazione militare e dal passato per le giacche. Il dettaglio in primo piano: i multi alamari. Sulla passerella di Dsquared2 , Gucci e Sacai.

13 Nuovi manici: Le borse sperimentano nuovi manici, in primo piano quelli a cerchio e metallici. Sulla passerella di Chloé e Givenchy by Riccardo Tisci.

14 Broccato: Tessuti operati, ricchi e brillanti impreziosiscono gonne, maglie e abiti. Sulla passerella di Isabel Marant , Fendi e Burberry.

15 Canvas: Via libera ai tessuti naturali e grezzi: canvas, lino, tela di cotone. Anche i colori non sono artificiali ma soft. Sulla passerella di Creatures of Comfort e Jacquemus.

16 Monospalla: L’abito da cockatail è monospalla. In versione monocolore o stampato. Sulla passerella di Rochas, Gucci e Saint Laurent.

17 Zeppa: I sandali non sono rasoterra ma aboliscono comunque il tacco. E’ il trionfo della zeppa, sempre decorata. Sulla passerella di Proenza Schouler e Salvatore Ferragamo.

18 Fiori all over: Romantici ricami floreali per look in tonalità chiare. Sulla passerella di Altuzarra, Valentino e Giambattista Valli.

19 Maxi maniche: Maniche in primo piano, sono maxi e scultura. Diventano elemento decorativo per l’abito. Sulla passerella di Saint Laurent, Stella McCartney e Isabel Marant.

20 A punta: I sabot scoprono una nuova eleganza grazie alla versione a punta, al mezzo tacco e ai tessuti preziosi. Sulla passerella di Céline  e Sportmax.

21 Micro bag: Le borse non sono più mini ma mignon. Diventano dei piccoli scrigni da indossare come una collana o da allacciare alla cintura. Sulla passerella di Fendi , Valentino e N21.

22 Tasche over: Su pantaloni o giacche le tasche sono maxi e multi. Per avere tutto a portata di mano. Sulla passerella di  Loewe e Marni.

23 Il cappotto in pelle: E’ in tonalità scure il soprabito in nappa, lucida o opaca. Per look metropolitani. Sulla passerella di Bottega Veneta, Miu Miu e Nina Ricci.

24 Giacca da scherma: Trapuntata e imbottita la giacca ricordo quella da scherma. Per vincenti duelli di stile. Sulla passerella di Dior e JW Anderson.

25 Tulle: Trasparenze in primo piano con abiti e completi in tulle. Per ballerine contemporanee. Sulla passerella di Vionnet, Valentino e Simone Rocha.

26 Crop top: Il top diventa micro e scopre l’ombellico. Si indossa sia con gonne che con pantaloni, è in pelle o in cotone. Sulla passerella di Alberta Ferretti, Fay e Miu Miu.

27 Orecchini extra long: Sono lunghissimi gli orecchini per la prossima estate, meglio se indossati in versione mono. Sulla passerella di Saint Laurent  e JW Anderson.

28 Lurex: Bagliori e riflessi oro / argento grazie ad abiti e tessuti laminati. Sulla passerella di Creatures of Comfort, Kenzo e Louis Vuitton.

29 Berretti: Il cappello prende ispirazione direttamente dal mondo dello sport. E’ stampato e coloratissimo. Sulla passerella di Chanel e Max Mara.

30 Multi rouches: Gli abiti da sera sono ricchi e vaporosi grazie al gioco di rouches e sovrapposizioni. Sulla passerella di Alexander McQueen, Giambattista Valli e Preen by Thornton Bregazzi.

di GIANNA GRECO| iodonna.it

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Manolo Blahnik, «Gli stiletti sono meravigliosi, ma ora amo i tacchi bassi»

"Indossi i tacchi alti, e la tua vita cambia". Voilà, Manolo Blahnik lo sostiene da sempre.

Tacchi vertiginosi, lacci, cuciture e particolari sono il suo Dna. Ma adesso, nel 2017, deve aver cambiato idea. Dopo aver disegnato 35mila paia di modelli di scarpe che hanno rivoluzionato il senso del sandalo per le donne, ama i tacchi bassi. «Li trovo molto chic. Perché una donna deve ingegnarsi per camminare in un certo modo, mette in moto tutto il suo charme». Touché.

Addio tacchi a spillo, allora?
Assolutamente no. Permettono alla donna un cambiamento quasi teatrale nell’andatura.

Lo stilista Manolo Blahnik, 74 anni, è a Milano per The Art of Shoes, la grande retrospettiva per i suoi 40 anni di carriera che gli dedica il comune di Milano, Palazzo Morando, Costume Moda Immagine, dal 26 gennaio al 9 aprile 2017, prima di finire all’Hermitage a San Pietroburgo. Indossa un completo verde brillante e si aggira per le sale per gli ultimi touch. In mostra ci sono 212 paia di scarpe, suddivise tra sei sezioni e 80 disegni affissi ovunque come quadri. Ci sono pure le scarpe disegnate per Maria Antoinette di Sophia Coppola indossate da Kirsten Dunst. 

Il serial Sex and The City ha reso famosissime le sue “Manolo’s”. Lo chiamavano Shoe and The City.
Manolo Blahnik esplode in una risata. “Davvero, non lo sapevo? Divertente l’aneddoto”.

Le piaceva Sarah Jessica Parker?
Era molto gentile con me.

Adesso dovrebbero girare il terzo sequel.
Ancora?

Vive a Londra, cosa pensa di Kate Middleton?
Mi sembra molto carina. Londra, per il resto è il posto migliore in cui vivere, è una sorta di aeroporto internazionale.

Disegnerebbe un paio di scarpe per Melania Trump?
Non la conosco. Dovrei conoscere il suo gusto. Se disegno per un personaggio voglio incontrarlo.

Gli stilisti americani si rifiutano di vestirla per protesta contro l’elezione e le idee di Donald Trump.
Che stupidaggine. Bisogna vendere.

Una volta ha detto di non capire perché la trattano come un artista dato che “realizza solo scarpe”.
Sono un trasportatore di idee, in effetti. Tutto passa dalle mie mani alla pelle, alla suola, alla forma, al tacco, trasporto le mie idee in fabbrica.

Le idee come nascono?
Ovunque, vedendo un film, una mostra, leggendo un libro. Adoro il cinema, l’arte e l’architettura. Ma possono anche nascere da un sogno, da un personaggio storico.

Il suo modello preferito.
Ho amato molto un paio di sandali realizzati con metallo, titanio e pvc, perfette. Ho chiesto a una fabbrica di aerei di realizzarmele. Ma a voi donne piacciono i tessuti, il colore… .

Ha creato stivali coccodrillo e interno di visone per una rapper. Talmente lussuosi da essere senza prezzo.
Sì, è vero. Si chiamava… (chiede a un assistente).. Lil’Kim.

A Parigi è in corso la Haute Couture, segue le sfilate?
Mah, non proprio. La moda significa cambiamento, ma sono stanco della velocità con cui si muove, le donne hanno bisogno di tempo per indossare qualcosa di nuovo.

Ha appena firmato una collezione con Rihanna.
Rihanna è bravissima. Adoro le star. Sono eccentriche e creative, con loro mi diverto. Non mi piacciono le donne troppo bon ton, troppo perfettine e borghesine. La personalità va espressa. Essere più che apparire. Solo così si può essere glamorous. Un vestito non dice nulla se non c’è carattere, quell’attitude che rende una donna speciale.

Un’attrice che le piace?
In questo momento amo gli europei. Attori italiani come Elio Germano, lo trovo strepitoso. Angela Finocchiaro è fantastica. Così come Riccardo Scamarcio, l’ho visto in Dalida. Sono andato da Feltrinelli l’altro giorno e ho comprato tutti i Dvd con i loro film. Ho preso Elio Germano che interpreta Leopardi ne Il giovane favoloso di Martone. I giovani hanno tanto da dire. Hollywood non mi piace adesso. Okay è Hollywood, ma ne faccio a meno. Grazie.

Un solo errore nella sua carriera: il giorno del matrimonio di Kate Moss le hanno rimandato indietro le scarpe perché non si abbinavano al vestito di Galliano.
Galliano voleva un aggiustamento. Ma è stato tutto divertente. La fabbrica (Blahnik produce a Parabiago, in provincia di Milano) era chiusa, l’abbiamo riaperta di sera, modifcato le scarpe a tempo record e poi le abbiamo rimandate a Londra con l’ultimo volo.

Un consiglio alle ragazze di oggi?
Avere memoria, fare ricerca, l’altro giorno parlavo con una giornalista cinese e non sapeva nulla. Ero depresso parlandoci insieme. Ci vuole spessore, bisogna leggere, studiare, guardare film.

È felice oggi?
Ci sono momenti di estasi, e momenti meno interessanti. Credo di essere felice solo in fabbrica: lì sono in paradiso, posso creare.

di IO.donna.it

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Chi era la stilista che voleva le donne sexy e sorridenti

Aveva 86 anni, Sonia Rykiel, di cui 15 passati a lottare silenziosamente contro il morbo di Parkinson, malattia che aveva reso pubblica solo qualche anno fa.

E non avrebbe potuto essere altrimenti per la stilista nata Sonia Flis, da madre russa e padre rumeno, che ha insegnato alle donne francesi e non solo, una certa joie de vivre, attraverso quei maglioni a righe colorati, le trame del tricot, di cui era stata definita la regina, e il sorriso che voleva stampato sui visi delle sue modelle, così in controtendenza rispetto ai dettami della moda, raramente capace di non prendersi sul serio.

E anche se ormai da 15 anni non era più direttore artistico o CEO del marchio omonimo, di cui è rimasta sino all'ultimo presidente onorario, la sua eredità è rimasta ben visibile sino ad oggi.

Una carriera la sua, iniziata come vetrinista, e poi proseguita come stilista con l'aiuto di suo marito, Sam Rykiel, che prende il volo quando negli anni sessanta il magazine Elle pubblica uno dei suoi maglioni tricot. Poco dopo Audrey Hepburn si presenta nella sua boutique e ne compra 14, sancendo l'inizio del mito.

Un mito che ha trovato nuova spinta creativa negli anni novanta, con l'avvento delle top-model, sempre in prima fila durante le sue sfilate, daHelena Christensen a Christy Turlington, vere e proprie espressioni viventi dello stile Rykiel, sensuale, provocatorio, ma con un sorriso divertito sulle labbra.

Ma non è stata solo moda, la carriera di Sonia: capace di ispirare anche cinema e musica, ha inciso nel 1994 una canzone con la mente dietro l'inizio del punk, Malcolm McLaren, con un titolto che non poteva essere più ironico, Who the hell is Sonia Rykiel? e la sua figura è protagonista del film del maestro del cinema americano Robert AltmanPrêt-à-Porter, dove appare lei stessa in un breve cameo.

Sempre capace di vedere oltre, è la prima sia ad abbinare il suo nome a quello dei marchi della moda fast, come H&M con il quale collabora per una linea di underwear, e anche a lanciare una linea di sex toys.

Un mito, il suo, che ha rivoluzionato un certo modo di essere francesi, un certo modo di sentirsi donne, che non passerà mai di moda.

Di Giuliana Matarrese
icon.panorama.it

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I 15 trend dell’Autunno-Inverno 2016/17

Di velluto e in blu. Dark, ma con un tocco romantico. Invertendo abito e dolcevita. A microfiori e alla marinara. Con le maniche XXLong, ma con la gonna che piu mini non si può. Da uomo (o persino motociclista). Ecco come ci si vestirà la prossima stagione.

La classica domanda da un milione di dollari: come ci si vestirà la prossima stagione? Che cosa sarà di moda? Una domanda alla quale nessun fashion editor vorrebbe trovarsi a dover rispondere. Perché non è certo facile e immediato riuscire a rintracciare in filigrana - nella confusa galassia delle oltre 400 sfilate che a ogni stagione compongono il disegno collettivo della moda dell'immediato futuro - quei fili rossi evidenti e rilevanti che si chiamano tendenze.

Eppure, è anche vero che nell'aria si percepiscono mood macroscopici capaci di imporsi con una certa prepotenza, e di "scendere" dalle passerelle nei negozi e, quindi, nelle starde. Ovvero: nel cuore e negli armadi della "gente".

E quali sono, dunque, i mood che tutti seguiremo (o inseguiremo) l'autunno prossimo venturo?

Sul fronte tessuti, facile pronosticare il successo del velluto, del broccato e della vernice. Capi cult? Quasiasi over pur che abbia le maniche lunghissime, a bilanciare le gonne che saranno più micro che mini. Le freddolose per una volta saranno accontentate: pollice in su per il piumino. Mix vincente quello dell'abito portato sopra al dolcevita, mentre il colore imprescindibile sarà il blu, che ben si coordinerà con la tendenza navy. Le fedelissime del mood dark-goth dovranno aggiungere un tocco di romanticismo ai loro outfit, e quelle attratte dallo stile mannish potranno abbondantemente assecondare la propria inclinazione. In versione dandy, o addirittura centauro.

Di Federica Rocca
www.vanityfair.it