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Manolo Blahnik, «Gli stiletti sono meravigliosi, ma ora amo i tacchi bassi»

"Indossi i tacchi alti, e la tua vita cambia". Voilà, Manolo Blahnik lo sostiene da sempre.

Tacchi vertiginosi, lacci, cuciture e particolari sono il suo Dna. Ma adesso, nel 2017, deve aver cambiato idea. Dopo aver disegnato 35mila paia di modelli di scarpe che hanno rivoluzionato il senso del sandalo per le donne, ama i tacchi bassi. «Li trovo molto chic. Perché una donna deve ingegnarsi per camminare in un certo modo, mette in moto tutto il suo charme». Touché.

Addio tacchi a spillo, allora?
Assolutamente no. Permettono alla donna un cambiamento quasi teatrale nell’andatura.

Lo stilista Manolo Blahnik, 74 anni, è a Milano per The Art of Shoes, la grande retrospettiva per i suoi 40 anni di carriera che gli dedica il comune di Milano, Palazzo Morando, Costume Moda Immagine, dal 26 gennaio al 9 aprile 2017, prima di finire all’Hermitage a San Pietroburgo. Indossa un completo verde brillante e si aggira per le sale per gli ultimi touch. In mostra ci sono 212 paia di scarpe, suddivise tra sei sezioni e 80 disegni affissi ovunque come quadri. Ci sono pure le scarpe disegnate per Maria Antoinette di Sophia Coppola indossate da Kirsten Dunst. 

Il serial Sex and The City ha reso famosissime le sue “Manolo’s”. Lo chiamavano Shoe and The City.
Manolo Blahnik esplode in una risata. “Davvero, non lo sapevo? Divertente l’aneddoto”.

Le piaceva Sarah Jessica Parker?
Era molto gentile con me.

Adesso dovrebbero girare il terzo sequel.
Ancora?

Vive a Londra, cosa pensa di Kate Middleton?
Mi sembra molto carina. Londra, per il resto è il posto migliore in cui vivere, è una sorta di aeroporto internazionale.

Disegnerebbe un paio di scarpe per Melania Trump?
Non la conosco. Dovrei conoscere il suo gusto. Se disegno per un personaggio voglio incontrarlo.

Gli stilisti americani si rifiutano di vestirla per protesta contro l’elezione e le idee di Donald Trump.
Che stupidaggine. Bisogna vendere.

Una volta ha detto di non capire perché la trattano come un artista dato che “realizza solo scarpe”.
Sono un trasportatore di idee, in effetti. Tutto passa dalle mie mani alla pelle, alla suola, alla forma, al tacco, trasporto le mie idee in fabbrica.

Le idee come nascono?
Ovunque, vedendo un film, una mostra, leggendo un libro. Adoro il cinema, l’arte e l’architettura. Ma possono anche nascere da un sogno, da un personaggio storico.

Il suo modello preferito.
Ho amato molto un paio di sandali realizzati con metallo, titanio e pvc, perfette. Ho chiesto a una fabbrica di aerei di realizzarmele. Ma a voi donne piacciono i tessuti, il colore… .

Ha creato stivali coccodrillo e interno di visone per una rapper. Talmente lussuosi da essere senza prezzo.
Sì, è vero. Si chiamava… (chiede a un assistente).. Lil’Kim.

A Parigi è in corso la Haute Couture, segue le sfilate?
Mah, non proprio. La moda significa cambiamento, ma sono stanco della velocità con cui si muove, le donne hanno bisogno di tempo per indossare qualcosa di nuovo.

Ha appena firmato una collezione con Rihanna.
Rihanna è bravissima. Adoro le star. Sono eccentriche e creative, con loro mi diverto. Non mi piacciono le donne troppo bon ton, troppo perfettine e borghesine. La personalità va espressa. Essere più che apparire. Solo così si può essere glamorous. Un vestito non dice nulla se non c’è carattere, quell’attitude che rende una donna speciale.

Un’attrice che le piace?
In questo momento amo gli europei. Attori italiani come Elio Germano, lo trovo strepitoso. Angela Finocchiaro è fantastica. Così come Riccardo Scamarcio, l’ho visto in Dalida. Sono andato da Feltrinelli l’altro giorno e ho comprato tutti i Dvd con i loro film. Ho preso Elio Germano che interpreta Leopardi ne Il giovane favoloso di Martone. I giovani hanno tanto da dire. Hollywood non mi piace adesso. Okay è Hollywood, ma ne faccio a meno. Grazie.

Un solo errore nella sua carriera: il giorno del matrimonio di Kate Moss le hanno rimandato indietro le scarpe perché non si abbinavano al vestito di Galliano.
Galliano voleva un aggiustamento. Ma è stato tutto divertente. La fabbrica (Blahnik produce a Parabiago, in provincia di Milano) era chiusa, l’abbiamo riaperta di sera, modifcato le scarpe a tempo record e poi le abbiamo rimandate a Londra con l’ultimo volo.

Un consiglio alle ragazze di oggi?
Avere memoria, fare ricerca, l’altro giorno parlavo con una giornalista cinese e non sapeva nulla. Ero depresso parlandoci insieme. Ci vuole spessore, bisogna leggere, studiare, guardare film.

È felice oggi?
Ci sono momenti di estasi, e momenti meno interessanti. Credo di essere felice solo in fabbrica: lì sono in paradiso, posso creare.

di IO.donna.it

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